Se si è a dieta, è fondamentale introdurre nel nostro organismo meno calorie. Gli alimenti a basso contenuto calorico sono la frutta e la verdura che, spesso, vengono consumate utilizzando le centrifughe. Immettere i prodotti derivati da tale macchinario nella propria dieta quotidiana permette anche ai bambini, persino i più reticenti, di avvicinarsi alla frutta in modo sano e divertente.

In tal modo abbiamo una completa sostituzione dei succhi confezionati che, sebbene vengano venduti privi o quasi, di conservanti sono sottoposti a pastorizzazione. Tale metodologia, sebbene venga impiegata ad scopo distruttivo nei confronti di eventuali germi e batteri, fa sì che elimini, a causa delle alte temperature, non solo le vitamine ma anche gli enzimi. Questi ultimi sono organismi attivi che cooperano insieme per una digestione ottimale.

Nello specifico , la centrifuga permette di pressare il succo di frutta ed ortaggi, depositando tutta la polpa in un recipiente ad esso annesso. Un altro macchinario che opera un simile attività viene definito:”estrattore”. Ad uso del consumatore ce ne sono di diversi modelli, ma quello che ha riscontrato maggior successo si chiama:”estrattore a freddo”.Tra la centrifuga e l’ultimo elettrodomestico citato esistono poche significative differenze, sta di fatto che per un futuro acquisto, è giusto conoscere le funzionalità di entrambi. Andiamoli a conoscere.

Prima sostanziale differenza sta nell’ottenimento del succo : la centrifuga impiega delle lame il cui scopo e sminuzzare frutta e verdura, precedentemente inserite. La parte centrale di tale alimenti viene collocata in una sezione del macchinario e qui colata tramite un apparecchio che la separa dal succo che contiene. L’estrattore, invece, comprime e crivella la polpa per cui arriviamo al prodotto finale senza centrifugazione. La Seconda diseguaglianza riguarda la velocità, laddove l’estrattore compie meno 100 giri al minuto rispetto ai 18.000 della centrifuga,i quali producono , una temperatura di 70°, portando, secondo alcuni, ad una distruzione parziale delle sostanze nutritive contenute nella polpa. I numeri parlano chiaro, la differenza trai due è abissale. A questo va aggiunto la rumorosità assordante di quest’ultimo elettrodomestico. Quindi già attraverso queste due informazione è possibile operare una scelta tra questi due elettrodomestici.

Un’ulteriore discrepanza è visibile nella produzione degli scarti che nell’estrattore sono nettamente inferiori riuscendo a tratte dal frutto o dalla verdure impiegate nel processo, una maggiore quantità di prodotto ottenendo di conseguenza una polpa più insipida. Questo però può risultare un punto a sfavore rispetto alla centrifuga, che permette invece di utilizzare il materiale in eccesso, come componentistica per ricette saporite. Il prezziario di entrambi ci pone su di un bivio di scelta. Da una parte abbiamo gli estrattori i cui prezzi si aggirano dai 150 euro in su toccando quota 1000 in alcuni casi laddove si vuole scegliere un prodotto di marca e di altissima fattura, mentre centrifughe di discreta o buona qualità è possibile trovarle in commercio a meno di 100 euro. Il semplice smontaggio di tutte le parti di una centrifuga permette uno lavaggio efficiente e rapido, in quanto i pezzi sono facilmente estraibili e rimontabili in tempi molto brevi. Da ciò si evince come l’acquisto di tale macchinario permetta una conduzione di vita più a sana ed equilibrata.

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